SFERA ARMILLARE - Le Meridiane di Alberto Rebora

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LA RICERCA




Eratostene è ritenuto l’inventore della sfera armillare (detta anche astrolabio sferico) . Una sorta di mappamondo composto di un certo numero di cerchi (in latino armillae = anelli) come quelli dell’equatore celeste, dell’eclittica, del meridiano attraversati dall’asse del mondo cui se ne possono aggiungere altri come l’orizzonte e i paralleli. La Terra è posta al centro della sfera. La sfera armillare era utilizzata sia a scopo di osservazione sia dimostrativo. Infatti serviva a descrivere il moto dei corpi celesti e può funzionare anche come orologio solare equatoriale . Il celebre scultore Moore è stato capace di cogliere la semplicità di lettura di quest’orologio che deriva dalla sua stessa struttura che gli ha permesso di ridurre le forme all’essenziale. Le sue monumentali dimensioni paiono alludere a un alveo materno e ci fanno  riflettere sulla sublime grandezza dell’universo.
    

 

        
SFERA ARMILLARE
ANTICA        SFERA ARMILLARE RECENTE     SFERA ARMILLARE DI MOORE

L’armilla fu usata dai Greci, Tolomeo ne parla nel suo trattato Almagesto. Gli Arabi studiarono il cielo con l’aiuto della sfera armillare che svilupparono insieme all’astrolabio nel Medioevo.


Disegno arabo di armilla

La troviamo descritta nell’opera Sphaera (del 1230 circa) dell’astronomo e matematico inglese Giovanni Sacrobosco (John Holywood), vedi disegno seguente, estratto dal testo, che rappresenta la sfera materiale.



      Sfera materiale

Sacrobosco cita spesso l’astronomo arabo Alfragano (Al- Farghani) che aveva diffuso l’opera di Tolomeo. Così nel secondo capitolo parla di sfera superiore che è immaginata con la sfera materiale. Dal Quattrocento fino al Settecento si registra un proliferare di sfere armillari, anche complesse, per rappresentare con sempre maggiore precisione studi e scoperte degli astronomi, come ad esempio: l’inclinazione variabile dell’eclittica, la precessione e la trepidazione degli equinozi. Qui di seguito la rara sfera armillare cinquecentesca che si trova presso l’Università di Padova che simula entrambi i fenomeni.




La teoria della trepidazione fu abbandonata nel Settecento anche a seguito degli studi dell’astronomo danese Tycho Brahe (1546-1601). Nel Rinascimento la sfera armillare era in gran voga presso i governanti e i nobili amavano possederne diversi esemplari essendo, oltre che un simbolo di conoscenza, anche delle vere e proprie opere d’arte. Ne è un esempio, la sfera progettata da Antonio Santucci, terminata nel 1593 per la corte dei Medici che oggi si trova al Museo Galileo di Firenze. Una copia più piccola, che era già stata costruita dal Santucci per Filippo II di Spagna nel 1582, si trova all’Escorial.


Sfera di Antonio Santucci


Le sfere armillari persero d’interesse quando nel Settecento furono costruiti i primi planetari meccanici detti Orreries dal conte irlandese di Orrery che si dice ne avesse per primo ordinato uno che vendette a re Giorgio I. In realtà di questi orologi astronomici se ne costruivano molti in Inghilterra e il Principe Eugenio di Savoia nei primi anni del Settecento fece costruire per primo un modello dinamico del sistema solare ai famosi Graham e Tompion che si vede nella foto seguente. Ora si trova all’Adler Planetarium di Chicago. In questo tipo di strumento prevale lo spettacolo celeste, ma non si mostrano le regole che lo governano che invece la sfera armillare ci fa conoscere attraverso la concezione tolemaica del Mondo.








 
 
 
 
 
 
 
 
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